LOADING

Type to search

Solette per tallonite: una soluzione strategica adatta a tutti

Share

Probabilmente stai prendendo in considerazione l’idea di utilizzare solette per tallonite. O, magari, ne hai sentito parlare nell’ambito di un’attività sportiva da te praticata. Ebbene, stiamo parlando di un argomento che gira intorno alla tallonite, appunto. Ed è giunto il momento, per prima cosa, di sapere qualcosa di più al riguardo, per scoprire poi perché le solette sono un importante ritrovato per risolvere questo problema e trovare sollievo dal dolore.

Come curare la tallonite: scopri tutti i dettagli

Vediamo innanzitutto cos’è la tallonite, le cause, i sintomi e come intervenire.

Cos’è la tallonite

Con il termine tallonite si indica una patologia estremamente diffusa soprattutto tra chi pratica degli sport, ma non solo. È infatti ricorrente in chi pratica calcio, corsa, basket e pallavolo, e in generale nei casi in cui i piedi sono sottoposti a forte stress. In pratica, si tratta di una condizione dolorosa causata dalle continue sollecitazioni e dai microtraumi che questa parte del corpo subisce durante il movimento. Nei casi più gravi si possono verificare delle vere e proprie lesioni in grado di limitare la funzionalità del piede. La tallonite può essere unilaterale o bilaterale, e originata anche da disturbi di tipo neurologico, metabolico o essere congenita.

Le cause

tallonite cosa fare per il dolore

Oltre al forte stress, la tallonite può essere originata anche da una borsite, l’infiammazione delle borse retrocalcaneari, che sono in poche parole le parti che favoriscono il movimento dei tendini.

Un’altra causa può essere la fascite plantare, cioè l’infiammazione della fascia plantare, che si estende dalla metà del calcagno fino alla radice delle dita dei piedi, causata magari da un sovraccarico di origine sportiva. O la tendinopatia inserzionale, che in sintesi è l’infiammazione dei tendini dovuta a sovraccarico. Altre cause possono essere il sovrappeso del soggetto, patologie reumatiche, alterazioni posturali, ma anche calzare scarpe non idonee.

Per comprendere meglio l’origine di questa problematica, dobbiamo pensare che il legamento arcuato – che ha un ruolo fondamentale nel sostenere il peso del corpo – viene sottoposto a grandi sollecitazioni. E quando il tallone si stacca da terra e il corpo si appoggia sul metatarso, lo stress cui è sottoposto il plantare aumenta ancora di più.

La Spina Calcaneare

La spina calcaneare è una formazione di un’escrescenza ossea, rivestita di strato cartilagineo, che si va a collocare nella zona del calcagno, in corrispondenza del legamento longitudinale del piede. La spina calcaneare rappresenta una problematica che interessa circa il 15% della popolazione, e si associa frequentemente alla fascite plantare, portando dolore intenso. Dunque, si tratta di, un disturbo che, come abbiamo visto, può rappresentare anche la causa scatenante della tallonite, o esservi associata. E può essere originata da cause posturali, patologie dei legamenti, ma anche da cause meccaniche, come scarpe non adatte o mal costruite.

Come trattare la spina calcaneare

Questa patologia prevede un trattamento fisioterapico, che si rivela di solito anche il più efficace, ma anche la riabilitazione, con il trattamento tramite onde d’urto. L’alternativa alle onde d’urto è rappresentata dalla “tecarterapia”, terapia che utilizza le radiofrequenze e la loro capacità di generare calore. Altre terapie utilizzabili sono la laserterapia, che viene impiegata per i suoi effetti sul dolore e antinfiammatori, e gli esercizi terapeutici. Essendo una forma patologica che non emerge improvvisamente, è importante individuare i primi segnali che la rivelano, insieme a quelli della tallonite. Il dolore al piede è sicuramente il sintomo più frequente ed evidente quando la patologia è associata alla tallonite.

La tallonite nei bambini

Quando la tallonite si manifesta nei bambini, può essere legata a un problema di crescita. In questo caso si parla di Malattia di Sever, un disturbo che si verifica soprattutto nella fascia d’età 8 – 12 anni. Questa problematica, in pratica, è causata da una crescita delle ossa più veloce di quella dei muscoli. In questo caso, quindi, la zona del calcagno è quella più sollecitata e predisposta all’infiammazione.

I sintomi della tallonite

Questo disturbo consiste in uno stato doloroso del tallone, e può manifestarsi a differenti livelli di intensità. In buon parte dei casi, il dolore viene accusato al mattino, per poi attenuarsi con il movimento, e diventa di nuovo più intenso nel corso della giornata. Se, in genere, non si risolve nel giro di poche settimane, può anche diventare cronico.

La diagnosi

La diagnosi è una fase di notevole importanza anche nell’ambito di questa patologia. Una corretta diagnosi, soprattutto, consiste nella precisa localizzazione dell’area dolorante, individuando quindi la causa all’origine del problema. Come abbiamo visto, la tallonite può essere ricollegata a:

  • Sperone calcaneare
  • Fascite plantare
  • Tendinite
  • Borsite.

Come funziona l’esame diagnostico

L’esame diagnostico di una tallonite generica deve esaminare la localizzazione del dolore a un’area estesa del tallone, e a tutta la parte inferiore o il perimetro del tallone. Nel caso in cui l’anamnesi e la visita non risultassero sufficienti a individuare la precisa origine del dolore, è previsto il ricorso alla radiografia o all’ecografia, che potrebbero mettere in evidenza ulteriori forme patologiche:

  • Formazioni ossee
  • Sperone Calcaneare
  • Infiammazione plantare
  • Tendine d’Achille.

Le analisi del sangue

Le analisi del sangue, invece, sono richieste per controllare il livello di acido urico e degli anticorpi ANA, che possono evidenziare patologie reumatiche come l’artrite reumatoide. La risonanza magnetica invece, ma in rari casi, mette in evidenza tutte le parti che compongono il tallone: dalle strutture ossee alle parti muscolari e tendinee, fino a quelle dei legamenti e capsulari.

Cosa fare? Solette per tallonite e tutti gli altri rimedi

rimedi per tallonite crema

Per rimediare in modo efficace alle problematiche portate dalla tallonite, è bene individuare rapidamente la causa che l’ha scatenata. Per questo motivo è sempre consigliato il consulto medico, in modo da evitare ulteriori peggioramenti. Ciò che accade di solito, infatti, è che, quando si incomincia ad accusare il dolore, per istinto si diminuisce il carico sul piede dolorante. La conseguenza è che, a lungo andare, la modificazione della postura può portare ulteriori problemi al bacino, alle ginocchia e alla colonna vertebrale.

Il riposo e la sospensione delle attività fisiche è comunque la prima cosa da fare, in modo da evitare sollecitazioni. La tallonite, infatti, può guarire anche naturalmente entro 10 o 15 giorni. Lo stretching, invece, è consigliato nel caso di una tallonite causata da fascite plantare o di un’infiammazione del tendine d’Achille.

Come si cura la tallonite: i farmaci

Tendenzialmente, il ricorso alle medicine non è sempre la soluzione più efficace per curare la tallonite. Ciò vuol dire che non tutte le soluzioni farmacologiche sono in grado di alleviare in tempi rapidi il dolore. I rimedi più utilizzati in tal senso sono:

  • antinfiammatori (Fans)
  • antidolorifici
  • cortisonici.
Antinfiammatori (Fans)

È la tipologia di farmaci più utilizzati in caso di tallonite perché riducono l’infiammazione e il dolore.

Antidolorifici

I cosiddetti farmaci oppiacei sono molto potenti, e contrastano in maniera efficace il dolore. Come? Nascondono il sintomo e permettono quindi di camminare senza provare fastidio.

Cortisonici

I cortisonici sono antinfiammatori naturali, che stimolano la produzione di cortisolo da parte dell’organismo, intervenendo così sull’infiammazione.

Come si cura la tallonite: le altre cure e rimedi

Le cure per guarire dalla tallonite devono essere sempre tempestive, e finalizzate a eliminare definitivamente un problema che può, in alcuni casi, diventare cronico. Esistono diversi rimedi “naturali” che possono rivelarsi efficaci per alleviare il dolore.

Ghiaccio

Da applicare 3/5 volte al giorno.

Arnica

Utilizzare sotto forma di impacchi almeno tre volte al giorno.

Esercizi

Eseguire esercizi per migliorare la mobilità del piede.

Fisioterapia

La fisioterapia è una delle migliori risposte alla tallonite: onde d’urto e laseterapia.

Integratori

Fermenti lattici, cloruro di magnesio e potassio aiutano a diminuire il dolore. Sono facilmente assumibili attraverso i normali integratori.

Stretching

Lo stretching, o la ginnastica dolce, attraverso la stimolazione della pianta del piede sono una risposta ideale insieme ai massaggi.

Soluzione chirurgica per la fascite plantare

Nel caso della fascite plantare, inoltre, è prevista anche la possibilità di intervenire chirurgicamente. Infatti, in numerosi casi la soluzione del problema non può essere assicurata da altri tipi di intervento e di cura, e soprattutto tempistiche molto lunghe. Se i cosiddetti approcci conservativi, quindi, non riescono a portare gli effetti sperati, specialmente nei casi di cronicità, è il caso di ricorrere alla chirurgia a basso impatto invasivo. L’intervento chirurgico per la fascite plantare si effettua di solito in forma di day hospital, e riduce sensibilmente i tempi di recupero. L’intervento, che lascia cicatrici poco visibili, si svolge in anestesia locale, tramite incisione e intervento sulla fascia plantare. Di solito, il dolore post-operatorio risulta facilmente controllabile.

Le solette per tallonite, rimedio vincente

Utilizzare le solette in caso di tallonite rappresenta una risposta efficace a questo fastidioso problema che può colpire davvero tutti. Le solette per tallonite, infatti, consentono di assorbire e disperdere le vibrazioni generate dall’impatto tra la scarpa/piede e il suolo, evitando così il generarsi dei conseguenti microtraumi. L’utilizzo di solette antishock, tra l’altro, consente non solo di alleviare il dolore, ma anche di diminuire sensibilmente il quantitativo di farmaci da assumere.

Per essere efficaci le solette per tallonite devono essere anatomiche, possibilmente dotate di foro di scarico e di cuscinetto ammortizzante, oltre che facilmente inseribili all’interno delle scarpe. Inoltre, le solette sono il rimedio più indicato per le persone sovrappeso, in quanto aiutano a prevenire l’insorgere della tallonite. Tra gli aspetti di non secondaria importanza legati all’uso delle solette, comunque, c’è la loro capacità di riallineare il piede, dando sollievo anche all’eccessivo carico – o sovraccarico – e al conseguente dolore.

La scelta delle solette per tallonite

Esiste ormai un’ampia scelta di soluzioni nell’ambito delle solette. Una soletta per tallonite può essere realizzata in silicone, gel o schiuma di lattice. Le solette in silicone o in gel sono tendenzialmente più sottili e compatte, e assicurano un grado di assorbimento dei colpi e dei traumi migliore. Quanto ai modelli c’è davvero l’imbarazzo della scelta, e per questo motivo è necessario saper valutare i prodotti migliori da acquistare per far fronte ai problemi di tallonite.

Naturalmente, la qualità dei materiali con cui vengono realizzate le solette è uno dei primi elementi da tenere in considerazione, insieme a quello dalla garanzia di anatomicità. Inoltre, le solette ammortizzanti devono avere anche il compito di aumentare il comfort fornito dalla stessa scarpa, sostenendo la volta plantare e aiutando il tallone e la fascia plantare a scaricare le sollecitazioni. Questo aspetto va quindi sempre valutato quando si scelgono le solette da utilizzare.

I tutori

Anche i tutori, da utilizzare durante la notte, che applicano una pressione costante, mantengono il piede e il tallone in stato di tensione. Il risultato, al mattino, è la riduzione del dolore, cui si aggiunge una più rapida guarigione dei muscoli e dei legamenti interessati.

Esercizi per la tallonite

esercizi per tallonite

Esiste una tipologia di esercizio particolarmente utile per il trattamento della tallonite e per alleviare il dolore da essa causato. Tutti gli esercizi sono facilmente eseguibili dall’interessato, e sono validi sia nel caso di presenza di dolore sia nel caso di tallonite asintomatica.

Esercizio 1

Si può utilizzare uno scalino, o anche una qualsiasi superficie inclinata, per poggiare la punta del piede e spingere gradualmente e progressivamente il peso del corpo nella stessa direzione.

Esercizio 2

Poggiando saldamente la pianta del piede per terra, spostare lentamente il peso corporeo in avanti, fino ad avvertire una leggera pressione sul polpaccio, nella parte alta, quella collocata subito sotto il cavo del ginocchio.

Esercizio 3

Mettersi in posizione, a gambe divaricate, e prendere la pianta del piede tra le mani, tirando progressivamente la punta verso di sé. In questo caso, però, bisogna fare attenzione a non applicare troppa forza nella trazione.

Solette per tallonite: conclusioni

Fino a questo punto, abbiamo visto in maniera approfondita cos’è la tallonite, quali sono le cause che la determinano e, poi, tutte le possibilità che abbiamo a disposizione per ridurre il dolore e per guarire da questa patologia. Tra i vari strumenti che si possono utilizzare, lo ricordiamo, ci sono le solette da infilare nelle scarpe. Si tratta di strumenti assai utili, che offrono un grande aiuto per migliorare la postura, proteggendo allo stesso tempo i piedi dagli effetti dannosi del camminare o del praticare gli sport.

Tra le solette per tallonite disponibili sul mercato è possibile scegliere Healifty, i calzini rialzati invisibili con suole in silicone, che possono essere indossati indifferentemente con ogni tipo di scarpa, stivali compresi. Caratterizzati da uno spessore moderato, sono particolarmente confortevoli e riutilizzabili, grazie anche alla realizzazione in materiale antiurto e al grande capacità di ventilazione. Queste caratteristiche garantiscono – allo stesso tempo – anche la massima ventilazione. Le solette sono inoltre dotate di un alto potenziale antiscivolo all’interno della scarpa, sono comode da indossare e accattivanti dal punto di vista del design.

Tags: